I grandi miti del basket italiano: le V nere. Parte 2

La storia della squadra di Bologna arriva ad una svolta fondamentale grazie all’entrata in scena dell’avvocato Gianluigi Porelli. Quando questo carismatico personaggio divenne presidente della società, già si presagiva una svolta dietro l’angolo. Il palazzetto (Madison di piazzale Azzarita) divenne un vero e proprio teatro del basket nostrano, e gli appassionati di Bologna fecero comprendere il loro grande amore per questa squadra.

L’altro nome fondamentale nella storia di questa squadra è stato quello di un allenatore americano all’epoca sconosciuto, Dan Peterson. In quel momento Peterson era allenatore della squadra nazionale cilena di basket. Fu proprio lui a portare le V nere ad aggiudicarsi la coppa Italia nel 1973/74. I tifosi dovettero attendere altri due anni per vincere lo scudetto, quello del 1975/76, il primo dopo vent’anni di attesa.

Non passò molto tempo perché le V nere si aggiudicassero anche l’ottavo scudetto, durante la stagione 1978/79. Questa volta a sedere sulla panchina di Bologna non era però Dan Peterson, passato all’acerrimo rivale, la Billy Milano. A guidare la Virtus era Terry Driscoll, ex giocatore di Peterson. Anche l’anno seguente sorrise al giovane allenatore emergente con un altro titolo di campioni d’Italia.

Arrivarono gli anni ’80, non da annoverare tra i migliori nella lunghissima storia della Virtus. In realtà però nella stagione 1980/81, la Virtus andò davvero vicina ad aggiudicarsi il titolo più prestigioso d’Europa al tempo, la coppa campioni. La sconfitta di un punto (80-79) contro il Maccabi nella finale giocatasi a Strasburgo resta uno dei grandi rimpianti di questa società. Gli anni ’80 videro comunque il 10º scudetto (1983/84), e la prima stella sulla maglia di questa leggendaria società. In panchina gestiva il gioco Alberto Bucci mentre sul campo la vera mente della squadra era Breda Kolff. Il resto del decennio venne dominato dall’Olimpia Milano, sia a livello nazionale che europeo. L’unica soddisfazione per la Virtus fu la coppa Italia del 1989 con in panchina Bob Hill.

L’epoca di Messina

Il successore di Bob Hill, fu quello che poi divenne probabilmente il più grande allenatore italiano della storia, Ettore Messina. Il suo apprendistato alla corte di Bucci (durante la stagione che vide il 10º titolo di Bologna) gli garantì grande competenza in questo ambiente. Al suo esordio si aggiudicò subito la coppa Italia e resta indimenticabile il grande successo contro il Real Madrid nella finale di coppa delle coppe a Firenze.

Negli anni tra il 1993 e il 1995 inizia la vera leggenda della squadra bolognese, sotto l’effigie degli sponsor Knorr e Buckler. La virtù si aggiudicherà tre scudetti consecutivi, grazie alle prestazioni straordinarie di uno dei giocatori più forti che abbia mai calcato i campi di basket in Italia, Predrag Danilovic. Le vittime annunciate furono altre grandi squadre italiane, Treviso, Pesaro e successivamente di nuovo la Benetton Treviso.

Durante l’annata 1998 il titolo di campione d’Italia si giocò contro la Fortitudo Bologna (con in campo il leggendario Dominique Wilkins), un derby in finale che terminò appannaggio della Virtus. Era il 14º titolo, ma la vittoria più importante di quegli anni fu l’Eurolega vinta in finale contro l’AEK Atene. La ciliegina sulla torta fu invece la coppa Italia del 1998 battendo in finale Varese.

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