Ieri
Stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua con un ampia zona dotata di Campi da Tennis ed adattissima a molte attività come lo yoga, il tiro con l’arco, il tai chi, e tante altre rilassanti attività e erano le acque salubri di questo territorio, una tra tutte l’acqua solforea di S. Martino al Bagno, la Chiesina Romanica che tuttora rappresenta il gioiello del Parco ed era proprio detta al Bagno Antico perché qui trovavano sollievo e rimedio le malattie della pelle, e del resto antico come l’uomo è il ricorso alle acque quale mezzo atto a sanare ed a conservare integro e bello il corpo, anche se non possiamo non ricordare che il 7 maggio 1363 nel prato che tuttora circonda l’elegante se pur minuscola chiesina si svolse una delle più cruente battaglie della sanguinosa guerra tra Pisa e Firenze, nella cui circostanza sembra i Fiorentini abbatterono, quasi un presagio della finale sconfitta che un anno dopo si sarebbe verificata a Cascina, una imponente aquila simbolo vivente dell’orgoglio pisano, recandola, ancora trafitta da una freccia fiorentina, in trionfo a Firenze.Ma vogliamo qui sottolineare piuttosto la suggestione che la Chiesina di S. Martino al Bagno Antico produce quasi a sottolineare il valore che l’uomo ha da sempre attribuito all’acqua dandole significati religiosi e mistici, per purificare oltre che il corpo l’anima, si pensi al Giordano in Palestina, il Gange in India ed il Nilo in Egitto.E quindi la sacralità delle acque è sempre rimasta in quel grande archivio vivente della storia dell’umanità che sono le “tradizioni popolari”, e del resto gli ulivetesi sono per tradizione renaioli e marinai, traendo quindi la sopravvivenza dall’Arno e la salute dalle Acque termali che da epoche molto antiche hanno attratto pellegrini e visitatori in cerca di benessere.Possiamo quindi affermare che la vocazione termale di Uliveto ha radici antichissime e si perde nella secolare memoria dei “bagni spontanei” realizzati sfruttando le polle naturali di acqua calda senza nessun tipo di attrezzatura se non qualche capanna di primo supporto.L’impianto del primitivo nucleo delle terme, quale luogo costruito ed attrezzato , deputato non solo ai rituali della “balneazione” ma soprattutto alle cure mediche e ai deliziosi ozi . è una presenza di recente acquisizione.Fu necessario rendere il luogo consono, con una imponente opera ottocentesca di rettificazione e sostruzione della sponda destra dell’alveo, da cui fu ricavata ex novo una porzione di territorio utile al transito e all’edificazione.Grazie a questa soluzione fu possibile alla famiglia Vannucchi, proprietaria delle sorgenti dal 1860, sviluppare la struttura termale che sarà portata a compimento dalla famiglia Grassi Mariani, subentrata nella titolarità del luogo nel 1868; nello stesso anno in concomitanza con le prime analisi chimiche delle acque, vennero messe in commercio e distribuite le prime bottiglie di acqua di Uliveto, che entro la fine del secolo divenne famosa in tutta Europa.E da tutta Europa si andava a Uliveto a passar l’acque ovvero a fare la cura idropinica ed a sottoporsi al “bagnetto” l’immersione nelle tipiche vasche, alla cura elioterapica era probabilmente destinata l’ampia terrazza dell’albergo, che si apriva a filo della strada con l’insegna GRANDE ALBERGO DELLE REGIE TERME ancora negli anni ’30.All’interno una sala da pranzo decorata con motivi geometrici alle pareti ricche di specchiere, e rosoni sul soffitto, che corrispondeva al salone delle feste, la sala di lettura ed il foyer. L’albergo offriva anche servizi modernissimi: l’ufficio postale e telegrafico, ed un collegamento automobilistico con la stazione di Pisa garantito da tre corse quotidiane.Dall’albergo si poteva raggiungere con un percorso all’aperto ribassato rispetto all’edificio, il parco e i bagni termali e spingersi sulla passeggiata lungo l’Arno all’ombra del filare di platani sino alla terrazza .Nel giardino si alternavano aree a prato e aiuole fiorite, sotto il piacevole gioco di chiaroscuro degli alberi, e trovare luoghi di sosta lo chalet della bibita (con un curioso decoro: il traliccio a vista e le coperture delle facciate di ispirazione nordica) , il ristoro ed il divertimento con un cineteatro ed una pista da ballo circolare. Tutto favoriva la comoda aggregazione degli avventori, che traevano beneficio dai bagni – si disponeva di ben 16 cabine (sala da bagno) dotate di vasche di marmo, ora utilizzate come fioriere nel Parco, che ricevevano le acque da una canalizzazione apposita - dalla cura idropinica (l’ingerimento delle acque) ma anche dal clima del luogo definito “salubre ed aereatissimo” grazie alle piacevoli brezze estive e, perché no, dal divertimento e lo svago che animavano il soggiorno : si pensi che qui le orchestrine eseguivano in anteprima i motivi che poi sarebbero stati proposti al Salone Margherita di Viareggio! Quindi un luogo dove le damine della bella Epoque e poi le Signore fascinose degli anni 30 potevano sfoggiare le loro toilette all’ultima moda, ignare che il loro bel mondo stava per crollare definitivamente……………
Oggi
Dopo la totale distruzione avvenuta durante la II Guerra Mondiale, l’edificio termale è stato ricostruito con lo scopo di offrire molteplici opportunità oltre quelle specificatamente termali, e l’elegante giardino di pertinenza è stato ridisegnato.
La compatta volumetria del fabbricato, che ripropone la sagoma ottocentesca, lungo la via Vicarese, ha lateralmente un porticato che affaccia sul Parco ed è considerato l’ingresso d’onore, nel senso che è riservato agli Sposi che scelgono il Parco per festeggiare il loro giorno più bello: la rotonda dei Lecci che era una tempo la pista da ballo è ideale per i banchetti di nozze, i partecipanti ai Congressi, che trovano uno spazio particolarmente accogliente nella Sala Convegni, un volume basso ed allungato, interamente vetrato luminosissima costruzione moderna sorta dove un tempo era la Sala della Bibita all’esterno della quale fresca e zampillante sgorga l’acqua della salute dalle due antiche fontanelle che lo ornano e consentono la cura idropinica.
Gli eventi bellici hanno comportato anche la ricostruzione di una buona parte degli stabilimenti produttivi di concezione moderna e innovativa, in grado di soddisfare la crescente richiesta, legata soprattutto all’ambito sportivo: nelle diete atletiche l’acqua di Uliveto è una componente fondamentale per la reintegrazione idrico-minerale e per questo sin dal 1992, figura come acqua ufficiale dell’Italia ai giochi olimpici e, più recentemente, della Nazionale di calcio.Inoltre il Parco è dotato dagli anni ’90 di una deliziosa piscina (25m x 15m; 5 corsie) che la vicinanza con la Chiesina di S. Martino al Bagno rende unica e le offerte gastronomiche della Caffetteria rendono ideale per trascorrere piacevoli e rilassanti giornate, oppure dove praticare l’aqua –gymn, o frequentare corsi di nuotoIl Parco si conclude poi nella direzione dello Stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua con un ampia zona dotata di Campi da Tennis ed adattissima a molte attività come lo yoga, il tiro con l’arco, il tai chi, e tante altre rilassanti attività.

